Il ritorno alla figurazione in un’epoca dominata dal concettuale

Qualche anno fa sembrava che l’arte contemporanea dovesse essere solo espressione astratta, concettuale, un continuo superamento di ciò che si era fatto nel passato rinnegando tecnica e artigianalità per puntare solo sull’idea, meglio se sfolgorante o urlata.

Negli anni ’80 e ’90 del secolo sorso grandissimi artisti come Annigoni venivano lasciati nell’oblio, e in pochi venivano salvati (Guttuso) mentre per me fin dai tempi del Liceo quella era la strada che mi interessava seguire.

Ritratto di Salvatore Ferragamo di Pietro Annigoni

Le prime esperienze e le gallerie di riferimento

Per fortuna un piccolo gruppo di galleristi continuò a presentare arte figurativa, con pittori e scultori di altissima caratura.

Negli anni ’80 ero un giovane che iniziava a esprimersi con la pittura, prima acquerelli, chine e in seguito i pigmenti a tempera, e frequentavo con passione le mostre della Galleria dell’Officina, che ora non c’è più, e della Galleria dell’Incisione, dove ho visto le prime sculture di Giuseppe Bergomi.

Italian Factory e l’incontro con altri artisti

In quel periodo a Milano nacque il progetto Italian Factory, a cui partecipavano altri grandi artisti che apprezzo veramente molto (Paola Gandolfi, Maurizio Bottoni, Andrea Martinelli, Ana Kapor) e che negli anni ho poi avuto occasione di conoscere direttamente e di esporre con loro (Aron Demez, Livio Scarpella).

Alle fiere di arte contemporanea vedere gli stand della Galleria Il Polittico di Roma, che proponeva artisti davvero eccezionali, come ad esempio Stefano di Stasio o Dino Valls, o la belga D’Haudrecy Art Gallery con Paulis Postazs.

I riferimenti internazionali

Andando all’estero ho lasciato da parte Jeff Koons e ho molto più studiato David Hokney e Paula Rego, una grandissima artista e la bidimensionalità dell’arte dell’estremo oriente.

Un viaggio lungo e condiviso

Sono passati molti anni dai miei primi passi nel mondo della pittura contemporanea e con piacere ho avuto compagni di viaggio con cui condividere qualche tratto di cammino.

Magari non sembra, ma gli artisti contemporanei che fanno arte figurativa esistono e alcuni sono veramente bravissimi: e vorrei citarli tutti, ma sicuramente ne dimenticherei qualcuno, mi limito quindi a ricordare chi ho avuto la fortuna di incontrare.

Incontri significativi tra Spagna e Stati Uniti

Dalla Spagna, dove ho soggiornato per conoscere la pittura di Antonio López García e la scuola di Madrid (un nome che per me sta al vertice della pittura figurativa contemporanea), ho riportato la proficua conoscenza con il pittore valenciano Salvador Montó.

Dagli Stati Uniti sono invece ripartito con le immagini dei murales della scuola di San Francisco, i collage di Josh George e la raffinatissima pittura di Lani Irwin e Alan Feltus.

Ho condiviso con David Dalla Venezia la grandissima ammirazione per il norvegese Odd Nerdrum: la nostra pittura sembra quasi agli antipodi eppure ci siamo ritrovati in grande sintonia confrontandoci su questo artista.

Il futuro della pittura figurativa

Ed ecco che vedo ancora continuare questa strada da nuovi giovani artisti: la galleria milanese Candy Snake ad esempio propone quadri di Elen Bezhen dove la pittura rinascimentale diventa pienamente contemporanea, così come un’altra giovane artista veneziana, Alice Secci, che lavora con la galleria Ghiggini di Varese.

E anche Banca Generali nella propria galleria a Milano propone un giovane pittore figurativo molto interessante, Giangiacomo Rossetti. Ed è bello vedere giovani che ancora ci credono!

Anch’io continuo a crederci.