Sono un pittore e non un opinionista, ma mi permetto di esprimere il mio punto di vista sul 25 aprile, festa della Liberazione.

ll 25 Aprile è, in fondo, il momento in cui l’Italia ha smesso di essere un bozzetto in bianco e nero, costretto entro i margini di un disegno imposto, per riappropriarsi della sua intera tavolozza di colori.

L’idea del bianco e nero per rappresentare il fascismo è rappresentata magistralmente da una delle più importanti opere del secolo scorso, Guernica di Pablo Picasso, conservato presso il Museo Reina Sofia di Madrid.

La Libertà è un atto creativo

La Resistenza non è stata solo un evento storico, ma un radicale cambio di prospettiva. Prima del 25 aprile, la tela del nostro Paese era lacerata, coperta da uno strato di grigio autoritario che cercava di annullare ogni sfumatura individuale.

La libertà è il passaggio dal monocromo del pensiero unico alla policromia delle diverse voci della democrazia.

Secondo la teoria del colore la contrapposizione tra i vari colori è quella che riesce a dare profondità e risalto alle immagini. Non può esistere democrazia quindi se non c’è la possibilità di esprimere opinioni di verse, se un unico soggetto copre le voci di tutti gli altri.

Freedom of speach è un'opera del celebre pittore ed illustratore americano Norman Rockwell
Norman Rockwell, Libertà di parola

Il 25 aprile non è un quadro finito ed esposto in una galleria polverosa; è una tela che resta eternamente in lavorazione: sta a noi, ogni giorno, scegliere colori giusti, evitando che il quadro sbiadisca nell’indifferenza. Queste sono solo belle metafore se non le riempiamo di concretezza, di dignità e giustizia per tutti.

Oggi, celebrare questa data significa ricordare che siamo noi gli autori del nostro presente. La libertà è la nostra opera aperta, il capolavoro più difficile e prezioso che siamo chiamati a proteggere e continuare a dipingere. Come tutte le bellissime opere d’arte che sono il tesoro del nostro Paese.