Tornare a Madrid dopo alcuni anni voleva dire per me tornare al Museo del Prado, due giorni almeno, due giorni ben spesi: Bosch, Antonello da Messina, Tiziano, Caravaggio, Goya. Ma soprattutto Velazquez.
Lunedì 28 aprile ero rapito davanti a “Las Meninas”: sono davvero entrato dentro quella stanza antica con la figlia del re, le servitrici e i dignitari, Diego Velazquez che dipingeva per fermare ciò che vedeva e, sopprattutto, affermare la propria individualità di artista e di gentiluomo di corte. Mi sono dimenticato di tutto ciò che c’era intorno.





Poi mi ha risvegliato un guardiano che tutto allarmato mi ha detto:
Deve uscire subito, si sbrighi, stiamo evacuando il Museo del Prado!
Era arrivato il grande black out, il Gran Apagòn, dieci ore senza elettricità, senza luce, senza comunicazioni, senza internet.