A Milano la mostra Art Déco, ormai finita, ha esposto dipinti, sculture, ceramiche e vetri di quel particolare stile che si sviluppa a partire dal 1910 a Parigi per poi diventare il gusto dominante per tutti gli Anni ’20.

Spesso viene confuso con lo stile molto più decorativo e sinuoso del periodo precedente, l’Art Nouveau, da cui però si distacca nettamente per l’inesorabilità delle sue rappresentazioni.

Un carattere che spesso cerco anche nei miei dipinti.

L’Art Déco è uno stile asciutto e sintetico, fatto con forme geometriche, continui richiami ad esotismi africani, orientali ed egizi.

Parlando di pittura nella mostra mi ha sorpreso la totale assenza di opere di Tamara de Lempicka, una delle artiste più iconiche del periodo.

Il gesto fissato nel tempo: riflessi nei miei dipinti

È il proprio fissare il gesto  e  il senso di ineluttabilità di questo momento dell’arte europea che mi interessa e che cerco di trasmettere anche nei miei dipinti, sia che si tratti di figure, come la Donna che osservando il riflesso di uno specchio immagina l’esistenza di altri mondi, che di paesaggio come le Città in attesa.