Alla fine degli anni ’90 dipingevo soprattutto interni con figure che si muovevano in spazi chiusi fortemente bidimensionali, caratterizzari da pavimenti quadrettati senza alcuna prospettiva.
Mi interessava questa bidimensionalità che dava risalto alla figure che prendevano corpo ritagliandosi nello spazio una propria forte fisicità.
L’esterno l’esterno non era per me importante, mi interessava soprattutto la figura e la luce che ne emanava.

E poi un collezionista mi ha chiesto di andare a New York per dipingere i ritratti delle figlie.

New York, la Grande Città, mi ha sorpreso per la sua luce e il rapporto degli edifici con l’acqua, la geometria bidimensionale degli edifici divisa tra l’acqua e il cielo. Ho disegnato e preso moltissimi appunti che poi ho sviluppato dopo nei dipinti.
Il primo quadro dipinto al mio ritorno è stato per me un punto di svolta: una ragazza che corre su un ponte tra i grattacieli tenendo in mano una banconota verde, One Dollar. E da quel viaggio l’acqua e il cielo hanno portato nella mia pittura visioni di esterni dove la figura dialoga con questi due elementi.
Quel dipinto è passato da diverse gallerie italiane, è appartenuto a un importante scrittore italiano, è stato battuto all’asta ed ora è nella casa di due collezionisti toscani.
Come dico spesso sono nato a Livorno, sono nato avendo davanti agli occhi il cielo, il mare e la linea blu dell’orizzonte.