
Di loro Vittorio Sgarbi scrisse: “… da Puccini a Ghiglia e Nomellini, un gruppo di «solitari» proiettò Livorno al centro dell’arte di inizio ‘900. Con belle visioni. E un po’ di anarchia.”
Labronico è sinonimo di “livornese” e gli artisti del gruppo si identificano nello spirito della città prendendone spunto.
…i livornesi sono individui, fuori del gruppo anche quando costituiscono un gruppo: un gruppo di diversi, solitari, irriducibili.
A. Rontini
Il Gruppo Labronico è un sodalizio antico, nato nel 1920 dall’esperienza di alcuni pittori post macchiaioli. Mi trovo bene con le persone e sento fortemente il legame con la città dove sono nato. Una tradizione artistica che ha superato il secolo di vita.
Pittori labronici
Michele Pierleoni, oltre ad essere un ottimo musicista, un appassionato d’arte e un amico, è il Presidente del Gruppo Labronico. Sotto la sua guida il Gruppo si muove e continua a vivere con sempre nuove proposte.
Nel 2020, in piena emergenza Covid, riuscì a coinvolgere gli artisti del Gruppo Labronico nelle celebrazioni del Centenario di Amedeo Modigliani, con Giovanni Fattori, il più famoso artista livornese.
In quell’occasione partecipai con un tema per me inusuale, un nudo, dipinto che mi piace rivedere ancora oggi.


Nel 2024 in particolare quest’anno mi piace ricordare la mostra per il centenario di Mascagni, grande musicista livornese, a cui ho aderito preparando il dipinto ispirato alla Cavalleria Rusticana, la Lola.
Mi piace riportare qui gli auguri del Presidente con cui si stanno pianificando l’attività per il prossimo anno, e la storia del Gruppo presa dal sito ufficiale, su cui ci sono anche foto d’epoca e documenti originali.
Il 2024 è stato un anno di grandi soddisfazioni per il Gruppo in cui, alle attività espositive a Livorno e a Fighille di Citerna, si sono affiancati momenti di convivialità e collaborazione con istituzioni, fondazioni e studiosi.
M. Pierleoni
La nostra “famiglia” si sta allargando, con nuovi ingressi che dimostrano la vitalità della nostra associazione e l’attenzione da parte di appassionati e collezionisti alle nostre attività, questo ci rende particolarmente orgogliosi perché, la finalità ultima del Gruppo, è la valorizzazione massima dell’arte, il supporto a quanto nella contemporaneità produce e la memoria della storia che, dal 1920 scrive, portando il nome di Livorno e della sua cultura in sedi espositive prestigiose.
Grazie a tutti con la personale speranza di fare sempre meglio nell’anno venturo.
La Fondazione del Gruppo Labronico
Il pittore Mario Puccini morì il 18 giugno 1920 all’Ospedale Santa Maria Nuova di Firenze e la sua scomparsa suscitò profonda emozione nel gruppo dei più giovani colleghi che a Livorno avevano animato con lui gli anni del Caffè Bardi.
L’accento nuovo e personale della pittura di Puccini, la forza della sua composizione con l’ardore netto del colore, costituivano per quei giovani un ponte dell’insegnamento artistico di Giovanni Fattori, del quale Puccini era stato allievo.
Il desiderio di onorare la memoria dell’Artista, repentinamente scomparso, facendone accogliere le spoglie nel Famedio livornese di Montenero, provocò una polemica scissione nella Federazione Artistica Livornese e spinse i “pucciniani” a costituire il Cenacolo Mario Puccini, diffondendo una pubblica Dichiarazione di Omaggio, sottoscritta da artisti, letterati e personalità della cultura.Il 15 luglio 1920, nello studio Romiti, i pittori Adriano Baracchini-Caputi, Tito Cavagnaro, Gino Cipriani, Goffredo Cognetti, Beppe Guzzi, Giovanni March, Corrado Michelozzi, Renato Natali, Gastone Razzaguta, Renuccio Renucci, Carlo Romanelli, Gino Romiti, Ferruccio Rontini, Cesare Tarrini, Alberto Zampieri e Giovanni Zannacchini fondarono il Gruppo Labronico.
Da subito il Gruppo raccolse numerose adesioni degli artisti, dei giovani come di quelli affermati.Già dal 1909, nell’ambiente del Caffè Bardi, corrispettivo livornese del fiorentino Caffè Michelangelo, pur con le turbolenze delle diverse soggettività, si era forgiata la solidarietà intorno ad un comune intento artistico che proseguirà per tutti gli Anni Venti e Trenta, definendo il contributo livornese alle arti figurative e rendendolo come tale identificabile in Italia e con cospicuo fulgore.
Il Gruppo Labronico ricevette da subito prestigiosi inviti a esporre in allora prestigiose e ambite manifestazioni artistiche, come la Società Amatori e Cultori di Roma nel ‘22 e nel ’27, e promosse tra il ’20 e il ’32 ben diciotto mostre di Gruppo, i suoi artisti migliori furono invitati alla Biennale di Venezia e in importanti esposizioni all’estero, sempre con lusinghieri riconoscimenti.
Nel 1932, quando si consolidò il sistema sindacale delle esposizioni corporative, il Gruppo come tale interruppe la propria attività, che fu ripresa in mutate condizioni di sensibilità artistica nel giugno 1946, e che con alterne vicende è giunta e prosegue ancora ai giorni nostri.