La prima uscita del 2026 è a Bassano del Grappa, per visitare la bellissima mostra su Giovanni Segantini, un centinaio di lavori tra dipinti ad olio, pastelli e disegni.
Una bella occasione anche per godersi questa bellissima cittadina ricca di tesori artistici.

Il percorso di questo grande pittore dell’Ottocento è piuttosto breve, essendo morto purtroppo a quarantun’anni.
L’esposizione presenta le opere degli anni giovanili a Milano, nel solco della Scapigliatura, il trasferimento in Brianza agli inizi degli anni ’80.


Il grande cambio avviene con la scelta definitiva, nel 1886, di stabilirsi in Engadina, nel cantone svizzero dei Grigioni. Lì scopre la luce tersa e pulita della montagna.
Qui realizza il desiderio di vivere in un mondo appartato ed umile, studia i dipinti del francese Jean-François Millet e si sposta verso una pittura di luce fatta di un divisionismo particolare, personalissimo.
Sono di questo periodo le sue cose più belle, luce che vibra in “Sole d’autunno “, “Ritorno dal bosco “, “Pascoli di primavera”.



Ma non manca la parte simbolista di Segantini, sempre più importante nei suoi ultimi anni: “La vanità ” proveniente dalla Kunsthaus di Zurigo ne è per me l’esempio più chiaro ed entusiasmante.
Finita la mostra però non ci si ferma: Bassano è la città della bottega della famiglia di pittori dal Ponte, i Bassano appunto, e le chiese e il Museo sono ricchi di opere loro e di altri grandi artisti veneti.


