Ha ancora senso fare arte figurativa?

esempio di arte astratta e arte figurativa

Un dibattito che risale ancora al secolo scorso quando, con l’avvento della fotografia e la apertura verso nuove dimensioni introspettive, la pittura perse il suo primato nella documentazione della realtà. Gli artisti iniziarono a cercare nuovi scopi e linguaggi espressivi allontanadosi verso nuove forme espressive.

Vasilij Kandinskij, pittore russo considerato il padre dell'astrattismo.Dipinto astratto conservato al Musée National d'Art Moderne, Paris, France. Donation Nina Kandinsky 1976. AM 1976-856

L’astrattismo

Le nuove scoperte in fisica (es. la teoria della relatività) e psicologia (es. la psicoanalisi) misero in discussione la percezione tradizionale della realtà, spingendo gli artisti a esplorare dimensioni non visibili. Movimenti come la teosofia e l’antroposofia influenzarono artisti come Kandinsky, che cercavano di esprimere una realtà spirituale interiore, invisibile all’occhio, attraverso l’arte.

E in Italia?

L’astrattismo in Italia conobbe uno speciale fervore dopo la Seconda Guerra Mondiale, in un contesto di rinnovamento culturale rispetto all’arte che aveva caratterizzato il movimento del Ritorno all’Ordine (spesso identificato come arte di regime) e desiderio di affrancamento dalle convenzioni accademiche.

Io sono un pittore figurativo. Questo non toglie che alcuni artisti astrattisti mi piacciono molto: Toti Scialoja, Afro, Corpora, Scully, ad esempio mi emozionano parecchio. L’arte astratta si basa sulla qualità formale e loro sono dei grandi maestri.

Gran parte dell’arte astratta però non non ha ricerca estetica, buona tecnica né qualità. L’emozione senza la qualità rimane assolutamente inespressa.

Dal 1950 in poi: arte figurativa e arte astratta

La seconda metà del XX secolo vide un’intensa dialettica tra figurazione e astrazione, spesso non in termini di netta opposizione, ma di reciproca influenza e superamento.

La figurazione rinasce con nuova forza, traendo energia dalla tecnica dei grandi maestri antichi per esprimere la nuova realtà: ad esempio Peter Blake, Odd Nerdrum, Paula Rego o in Italia partendo da Annigoni e Giancarlo Vitali la nascita della Nuova Figurazione, di cui spesso parlo.

La contrapposizione tra figurazione ed astrattismo è già un vecchio argomento

I nuovi media, le installazioni, i video hanno ripreso sia gli elementi della figurazione e la rappresentazione della realtà, sia le suggestioni dell’astrattismo e dell’informale producendo spesso arte secondo il sentire veloce e cannibale di questo nuovo secolo.

Ma non sempre.

Alcune opere hanno dentro un’anima potente che sa emozionare.

Video Art Bill Viola

Bill Viola è stato un grandissimo artista video che ha saputo unire le suggestioni più forti della pittura antica alla contemporaneità.

Purtroppo tra video e istallazioni spesso si vedono opere senza nerbo, idee che hanno bisogno di essere spiegate per essere capite, trovatine che durano lo spazio temporale di un’inaugurazione e poi vengono subito dimenticate.

Foto dalla pagina Facebook di Sergio Mandelli

Chiudo questo discorso citando Sergio Mandelli, gallerista e critico d’arte lombardo che su Facebook ha scritto un post molto vero:

Scusate la polemica, ma proprio non ce la faccio più.

Nella prima foto, un’opera di Chiara Camoni presentata all’Hangar Bicocca. Giuro che non ho mai visto un lavoro tanto banale, inutile, insulso quanto questo in un posto che si vorrebbe prestigioso. Degno di apparire in un saggio di lavoretti di fine anno di scuola elementare. Ebbene, Chiara Camoni è stata chiamata a rappresentare il Padiglione Italia alla prossima Biennale di Venezia.

Nelle altre foto, a caso, alcuni dipinti presenti nella bellissima mostra “Bella Figura” curata da Camillo Langone presso il Palazzo della Pilotta di Parma (mi scuso per gli autori non presenti).

Ebbene, io mi dico: ma se dopo sessant’anni di arte povera e affini, ci si rende conto che gli italiani questo sanno fare, la pittura, e lo fanno anche piuttosto bene, ma perché alla principale manifestazione nazionale d’arte ci portiamo il milionesimo sottoprodotto di qualcosa che oramai ha fatto il suo tempo?

Io trovo questa situazione umiliante per l’intera arte italiana, persino offensiva.

Io concordo su molte cose, e tu?

Appunti e spunti sono negli altri articoli del blog.